PELLEGRINI PER UN MILLENNIO - LE OMBRE DELLA RELIGIOSITÀ POPOLARE a cura di Don Ettore Paganuzzi

 

 

10- LE OMBRE DELLA RELIGIOSITÀ POPOLARE

 La religiosità popolare presenta anche fenomeni che si discostano da un modo retto di intendere la fede, debitori di antichi pregiudizi, difficili da sradicare anche in persone colte. Nel passato, poi, erano ancor più accentuati, nonostante l’opera di istruzione promossa dal Concilio di Trento .

 

 

 

Presenza del diavolo, stregonerie

 

 

 

Nel 1628 esce a Parma un libro: BREVE INFORMATIONE DI MODO DI TRATTARE LE CAUSE DEL SANTO OFFICIO PER LI MOLTO REVERENDI VICARIJ DELLA S. INQUISITIONE INSTITUITI NELLA DIOCESI DI PARMA , E DI BORGO SAN DONNINO.

 

Ci sono pagine per individuare le tecniche di streghe e stregoni. Gli statuti precedenti al libretto prevedevano per lefatture e gli incantamenti che avvenivano nel monchiese le seguenti pene

 

Se alcuna persona maschio o femina d.a Corte di qualunque conditione si sia, istigandola il Nemico del Humano genere arà fatto, o farà fatture, et malie al alcuno. ò in qualche maschio ò femina della Corte sud.a di Rigoso. Se per tal dilinquenza sarà femina, sia tosata et poi sia scoppata per tutta la terra di Monchio, et per il detto Podestà sia condannata di perpetuo bando da tutte le terre della detta Corte, et se sarà maschio sia messo alla berlina, et ivi sia tenuto tutta un giorno, et poi nel detto modo sia scoppato con la medesima pena se da dette malie, fatture et incanti non sarà seguita morte. Ma se sarà seguita morte, all’ora per detto Podestà sia condannato a morte, et se alcuna persona sarà indebolita o infatturata per dette malìe et fatture, allora secondo la qualità del delitto per il Podestà i committenti simili cose siano puniti personalmente”(44)

 

Il fenomeno della caccia alle streghe si era ormai placato in tutta l’Europa, in Italia era stato molto meno sentito e meno drammatico per gli accusati .

 

La pratica della magia e stregoneria è esistita in ogni tempo sia nella società pagana che in quella cristiana. Quando nel medioevo si andrà oltre le pratiche superstiziose ma ci sarà il ricorso alle forze del male, la cristianità si allarmerà e la Chiesa gerarchica interverrà. Nell’epoca catara si era caduti in pieno dualismo (da una parte il Bene e dall’altra il Male ). La stregoneria diventava un appello alle forze del male. Venne, quindi, identificata con l’eresia. E’ dunque giudicato come eretico il fenomeno che costituisce un attentato al cristianesimo nella sua integrità dottrinale. I timori popolari erano molto forti, accentuati dai documenti della Chiesa come il già ricordato Malleus maleficarum (il martello delle streghe ).

 

La caccia alle streghe diventa una mania tra la fine del XV fino alla fine del XVII secolo. Le accuse nascono ovviamente da fenomeni di allucinazione o da una cattiva interpretazione di azioni di determinati soggetti. L’atmosfera di insicurezza favorisce il fenomeno delle pratiche di stregoneria e, quindi, il sorgere di timori collettivi. Insegna la vicenda biblica di Saul che nella decadenza del suo regno anzi nella fine ingloriosa della sua vita va a consultare una medium Endor che gli rievoca il profeta Samuele. Notiamo che Saul aveva proibito tali pratiche.

 

I processi delle streghe sono spesso dovuti alla paura o alla psicosi oppure anche a vera stregoneria. Per l’opinione popolare sono casi di stregoneria, per magistrati e clero si tratta di interventi diabolici. N. Rémy tra il 1576 e 1606 condannò al rogo circa tremila streghe, alla fine confessò lui stesso di essere in combutta col diavolo.

 

La presenza del diavolo è continua nella vita dell’umanità come istigatore alla violenza collettiva, a strutture sociali di enorme ingiustizia, a genocidi perpetuati con infame accanimento, o ad altro anche se la sua presenza è inafferrabile. Il demonio è l’angelo più bello e perfetto creato da Dio con una capacità immensa di influire sulle volontà collettive (mi riesce difficile a non pensarlo in determinati fenomeni così esasperati come i genocidi di questo secolo che si chiude, armeni, ebrei, avversari politici in Russia, in Ruanda, in Bosnia, in Kosovo, i cattolici a Timor dove tutto il popolo pare che approvi l’operato dei leaders).

 

D’altra parte sarebbe scorretto riferirsi al diavolo per certe combinazioni negative della vita. Prima di pensare al diavolo, bisogna essere convinti che il male ce lo portiamo dentro insieme con il bene. E’ dalla cattiva coscienza che nascono le cattive azioni dell’uomo(Mc 7,31-37), come ci insegna Gesù. In nessun caso il diavolo va combattuto con una qualche forma di Inquisizione. Gesù ci ha lasciato altri strumenti più efficaci, quali i sacramenti per la purificazione del cuore e per vivere una vita in armonia con se stessi e con gli altri.

 

La fantasia popolare ha raffigurato il diavolo in mille modi diversi(cfr.figg.214,78,189,190), sempre brutti quasi per esorcizzarlo. Nel nostro tempo, molti negano la sua esistenza per non prendere coscienza che il male esiste dentro e fuori dell’uomo, che si può vincere solo con la grazia di Dio. Il neopelagianesimo contemporaneo non accetta che nell’uomo ci sia l’inclinazione al male e neppure di aver bisogno della grazia di Dio per poter compiere il bene .

 

 

 

Il maleficio

 

 

 

Il maleficio è il tentativo di nuocere agli altri attraverso il demonio. Queste sono le forme più comuni:

 

  1. Magia nera, o stregoneria, o riti satanici che hanno il loro apice nelle messe nere. Per quanto riguarda questo territorio la stregoneria è solo un ricordo storico(45).

  2. Le maledizioni. Sono auguri di male, e l’origine del male sta nel demonio; quando sono fatte con vera perfidia, specie se c’è un legame di sangue tra il maldicente e il maledetto, possono avere effetti tremendi. I genitori per esempio hanno verso i figli un legame ed una autorità come nessun’altra persona. Queste cose vengono ancora raccontate anche per il presente ma non credo che siano fatte con perfidia diabolica. Generalmente ci sono di mezzo odi antichi dovuti a spartizioni di eredità oppure offese ricevute. Se si dovesse valutare il cristianesimo di questa gente per la capacità di perdonare, si sarebbe veramente delusi(“dopo duemila anni di eucarestia”, dice Quasimodo).

  3. Il malocchio. Consiste in un maleficio fatto da una persona per mezzo dello sguardo. Non si tratta del fatto che certe persone portino scalogna se ti guardano storto. Il malocchio è un vero maleficio, ossia suppone l’intenzione di nuocere ad una persona determinata con l’intervento del demonio facendo uso dello sguardo. Spesso, da come si dice, non si sa esattamente chi è l’artefice e neppure come il male sia iniziato. Così ci sono ancora oggi delle persone che sospettano or questo or quello. Il vero cristiano dovrebbe perdonare di cuore e pregare per chi ha fatto del male.

  4. La fattura. E’ il mezzo più usato per operare malefici. Penso che nelle Corti sia più un fenomeno del passato. Il nome deriva dal fare, o confezionare un oggetto formato col materiale più strano e più vario, che ha un valore quasi simbolico: è un segno sensibile della volontà di nuocere ed è un mezzo offerto a Satana perché vi imprima la sua forza(è un scimmiottare i sacramenti). Ci sono due modi per applicare alle persone la fattura. Un modo diretto: adoprarsi perché la persona designata assuma il preparato con gli ingredienti più strani. Un altro modo è maleficiare gli oggetti appartenenti alla persona che si vuol colpire (fotografie, indumenti, ...) o maleficiare figure che la rappresentano (pupazzi, bambole, animali, ...).

 

I malefici ottengono il risultato? “Un esame attento dei fatti tradisce molte volte cause psichiche, suggestioni, false paure alla base degli inconvenienti che si lamentano. Aggiungo anche spesso i malefici non raggiungono il loro scopo per vari motivi: perché Dio non lo permette; perché la persona colpita è ben protetta da una vita di preghiera e di unione con Dio; perché molti fattucchieri sono inabili, quando non sono dei semplici imbroglioni; perché il demonio stesso, mentitore fin da principio come lo bolla il Vangelo, inganna i suoi stessi seguaci. Sarebbe un gravissimo errore vivere col timore di ricevere malefici. Mai la Bibbia ci dice di temere il demonio, ci dice di resistergli, certi che lui fuggirà da noi (Gc 4, 7), ci dice di rimanere vigilanti contro i suoi assalti, stando saldi nella fede (1Pt 5, 9)”(46).

 

Tanto basta per un fenomeno che attraversa ancora l’animo di varie persone, creando insicurezza e odi violenti. Bisogna vincere il male col bene, l’odio con l’amore, l’ingiustizia con l’onestà, la menzogna con la verità, l’indifferenza con la fede, le pratiche nefaste con i sacramenti.

 

 

 

Superstizioni

 

 

 

Altra deviazione del sentimento religioso è la superstizione. Può presentarsi perfino mascherata quando si attribuisce una importanza magica a certe pratiche, anche legittime o necessarie. Attribuire alla sola materialità della preghiera o dei segni sacramentali la loro efficacia, prescindendo dalle disposizioni interiori che richiedono è cadere nella superstizione.

 

In primo luogo la superstizione è un eccesso di religiosità: arrivi a dare importanza a determinati giorni, a determinate coincidenze, a oggetti, a animali. Il nostro popolo è ricco di varie superstizioni. Talune sono persino accettate da persone di cultura (amuleti, date particolari, sposarsi in determinati mesi).

 

La superstizione denota una mancanza di fede, è un atteggiamento impuro che porta a sottovalutare la presenza amorosa dell’unico Dio e alimenta paure e ansietà. Solo il pensare sereno dà gioia. Se un pensiero ci rattrista non è dalla verità. La verità non può lasciar tristi o turbati. La tristezza viene da qualcosa che non è la verità. La verità è sempre quella luce per la quale è fatta la nostra intelligenza: accogliendo quella luce, la nostra mente rimane illuminata, il cuore contento. Le superstizioni creano ansie e paure e non danno la possibilità di gettarsi con fiducia nelle braccia di Dio, Padre Misericordioso.

 

L’altra faccia della superstizione sta in un modo errato di vivere la pratica cristiana della fede, cioè vivendo la religione senza cambiare il cuore. Basta aver compiuto il rito. Un sacerdote, nominato parroco in una di questa frazioni subito dopo la guerra racconta che quando moriva una persona recitavano tre rosari in latino, andando più svelti possibile. Avevano sempre fatto così: l’efficacia della preghiera era legata a dire tre rosari non importava con quale disposizione. Questo sacerdote racconta: io mi misi in ginocchio e dissi un solo rosario in italiano andando adagio. Avranno capito? La Chiesa stessa aveva sempre insegnato l’efficacia dell’ex opere operato cioè bastava compiere il rito, il sacramento, la preghiera anche senza pensare. Tanto valeva.

 

Oltre a un scollamento con la vita, la religiosità presentava un vistoso scollamento interiore: si poteva compiere un rito senza le disposizioni interiori. Parliamo al passato ma per tanti non è ancora passato. Quanti hanno lo stesso atteggiamento quando fanno celebrare una messa o quando vogliono… patteggiare col sacerdote la durata di una celebrazione. Basta che sia fatta, non importa come!

 

Lutero aveva bollato questo atteggiamento per le indulgenze. La religiosità oltre essere solo devozione rischia di diventare superstizione. Le pagine dei profeti sono piene di questi rimproveri. Perché venite a compiere riti sacrificali e poi il vostro cuore è lontano da me. Era il tipo di religiosità che osservava Gesù a Gerusalemme nella sua ultima settimana. Tanti salivano al tempio, cantavano e pregavano ma il loro cuore era lontano da Dio. Bisogna prendere una decisione: non cose esterne pur belle e preziose e ricche ma la mia vita offrirò al Padre. Quante volte Cristo dovrebbe ancora offrirla?

 

 

 

Idolatria latente.

 

 

 

Tre sono gli atteggiamenti che l’uomo assume verso Dio secondo il pensiero contemporaneo: teismo, ateismo e gnosticismo. Secondo la Bibbia esiste il vero credente o l’idolatra. O l’uomo si affida al vero Dio o si costruisce l’idolo poco importa se poi si fa una statua o meno.

 

Tutta la storia biblica è una lotta contro l’idolatria. Il primo comandamento ordina di adorare un solo Dio: si intende affermare il suo primato nella storia di cui è il vero protagonista e nel cuore dell’uomo che deve amarlo senza riserve. I profeti hanno caldeggiato l’adorazione all’unico Dio e lottato con ogni mezzo contro l’idolatria che sempre ritornava. In fondo la storia dei re di Israele è letta da questo punto di vista: il sovrano è buono se monoteista, cattivo se introduce i culti idolatrici. Il libro della Sapienza ironizza sulla stupidità dell’idolatria: gli dei sono creati dall’uomo.

 

Ci sono due tipi di idolatria, una aperta e conclamata e una latente(il Dio vero ridotto a idolo).L’idolatria è sia contro Dio che contro l’uomo (dimensione teologica e antropologica).

 

I peccati contro Dio sono molteplici, ma la radice che li provoca è sempre la stessa cioè un germe di idolatria: la sfiducia in Dio (Dio non ci basta oppure Dio ci limita ), la ricerca della sicurezza al di fuori della promessa di Dio, la volontà di indipendenza. Una volta rifiutato Dio viene sostituito con qualcosa che si crede più importante di lui. “Essi hanno rifiutato me, sorgente di acqua viva, per scarsi cisterne screpolate” (Gr 2, 13). Il rifiuto di Cristo porta a gridare: “Non abbiamo altro re che Cesare” (Gv 19, 12-16).

 

Due passi biblici emblematici in Genesi e Tessalonicesi descrivono il peccato come idolatria.

 

Secondo Genesi 3 il peccato consiste nel pensare Dio come un padrone che dà ordini per salvare il suo dominio sull’uomo. Qui l’uomo se ne vuol liberare e fare le sue scelte in modo totalmente autonomo. La letteratura ha creato un simbolo forte di questo modo di comportarsi dell’uomo. E’ l’Ulisse dantesco che coscientemente e volontariamente decide di intraprendere il viaggio verso l’ignoto per fare esperienza con le sue autonome capacità ma il viaggio si interromperà di fronte al mistero della vita eterna. L’uomo ha voluto essere libero d ogni legame e rispondere solo di fonte a se stesso.

 

Considerate la vostra semenza:

 

fatti non foste per viver come bruti,

 

ma per seguir virtute e conoscenza

 

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Dei remi facemmo ali al folle volo(47)

 

La lettera di Paolo ai Tessalonicesi descrive l’Anticristo. Avrà le caratteristiche dell’anti - Dio cioè al posto di Dio. E’ il contrario di Cristo. Nell’Anticristo troviamo un uomo che vuole farsi Dio, quindi superbia, indipendenza, dominio. Vuol togliere dal mondo la gloria di Dio, il senso della grazia e del dono.

 

Idolatria è questione di tipo di Dio. Gli Ebrei si sono fatti il vitello d’oro per poterlo manipolare, toccare, vederlo, a portata di mano. E’ idolatria mettere Dio a servizio della ragion di Stato, un Dio di parte (“noi crediamo in Dio, in God we trust”sui dollari americani, “Gott und mitt uns “ “Dio è con noi” sui cinturoni dei nazisti tedeschi).

 

Così l’idolatria si può manifestare in due modi: nel rifiuto di Dio e nella strumentalizzazione di Dio. Ambedue le forme sono essenzialmente uguali pur manifestandosi in due modi diversi (atea e religiosa). Sia negando Dio che degradandolo si erigono gli idoli

 

L’idolatria ha una valenza anche antropologica. Sono idolatria anche la sottomissione dell’uomo alle cose e il dominio dell’uomo sull’uomo. La Bibbia dice che l’uomo è creato ad immagine e somiglianza di Dio. L’uomo è il segno della sovranità di Dio. Non c’è alcun bisogno di farsi un’immagine di Dio.

 

Tutto deve sottomettersi all’uomo, e l’uomo deve sottomettersi soltanto a Dio. Le cose sono per l’uomo non l’uomo per le cose: il denaro, l’istinto del possesso, la carriera, il successo...

 

Anche nella religiosità della nostra gente ci sono ambiguità cioè atteggiamenti che rasentano l’idolatria(voler mettere Dio dalla propria parte, il peso eccessivo dato ai soldi, rendere l’immagine di Dio piccola tanto da mettere in atto il tentativo di comprarlo… con un cero, il non saper accettare la sua presenza nell’altro, pregarlo solo nel momento del bisogno, rimandare la conversione a data da destinarsi,…)

 

 

 

Il giorno più bello? Oggi.

 

L'ostacolo più grande? La paura.

 

La cosa più facile? Sbagliarsi.

 

L'errore più grande? Rinunciare.

 

La radice di tutti mali? L'egoismo.

 

La distrazione migliore? Il lavoro.

 

La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.

 

Il primo bisogno? Comunicare.

 

La felicità più grande?Essere utili agli altri.

 

Il mistero più grande? La morte.

 

Il difetto peggiore? Il malumore.

 

La persona più pericolosa? Quella che mente.

 

Sentimento più brutto? Il rancore.

 

Il regalo più bello? Il perdono.

 

Quello indispensabile? La famiglia.

 

La rotta migliore? La via giusta.

 

La sensazione più piacevole? La pace interiore.

 

L'accoglienza migliore? Il sorriso.

 

La miglior medicina ? L'ottimismo.

 

La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto.

 

La forza più grande? La fede.

 

Le persone più necessarie? I sacerdoti.

 

La cosa più bella del mondo? L'amore.

 

( Domande e risposte Madre Teresa di Calcutta)

 

 

 

 

 

 

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