RIFLESSIONI ATTUALI - CREDO IN DIO PADRE (a cura di I. Mortari)

Categoria: Blog
Pubblicato: Domenica, 29 Gennaio 2017 10:47
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CREDO IN DIO PADRE

 

Il CREDO è un breve sommario delle principali verità che il cristiano deve credere; è una sintesi che abbraccia tutta la Rivelazione. E’ articolato in 3 parti: 1°-Dio Padre e la creazione; 2° - Gesù Cristo e la redenzione; 3° - Lo Spirito Santo e la santificazione.

Inoltre vedi Newsl.N.32 pagg.1-2

 

Il 1° articolo del Credo è: “Io credo in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra”

 

I° - IO CREDO IN DIO

 

Che cosa si può dire di Dio? Ovviamente esistono una bibliografia e una saggistica teologica e laica infinite. Io ho trovato molto semplice e chiara la spiegazione del teologo e filosofo Battista Mondin, nel suo “Dizionario enciclopedico di filosofia, teologia e morale”, ediz. Massimo:

 

“Dio è il nome che nei testi sacri, in filosofia e in teologia, si dà alla realtà suprema, al principio primo e unico di ogni cosa.

 

L’idea di Dio come essere supremo, signore del mondo, dell’uomo e della storia, fu sempre viva nella coscienza e nella vita dell’umanità; è presente in tutte le culture, sia primitive che progredite, ed è il simbolo centrale e principale di ogni religione.”

 

E’ evidente che non mi attarderò a parlare di un Dio in generale, ma mi concentrerò sulla figura di Dio nella fede cristiana. E, seguendo il metodo teologico, partirò dalla Scrittura, Antico (o Primo come oggi si preferisce) e Nuovo Testamento.

 

Nell’A.T. emerge chiaramente che, a differenza di tutte le altre religioni antiche, in cui era presente la coppia di un Dio e una Dea, dalla cui unione nasceva il mondo, DIO E’ UNICO e non è un DIO MASCHIO. E’ al di sopra della distinzione sessuale, perché è la TOTALITA’, è l’AMORE stesso. E per farcelo capire, il Primo Testamento spesso paragona l’amore di Dio a quello di un padre, di una madre, di un fidanzato (cfr. ad esempio Osea 11,1-4; Is.66,13)

 

Molto significativo è il passo di Is.49,15-16: “Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costei si dimenticasse, io invece non ti dimenticherò mai”.

 

Al massimo si può paragonare l’amore di Dio alle forme più alte dell’amore umano, ma Dio è molto più di un padre, di una madre, di uno sposo, di un amico.

 

 

 

II° - PADRE ONNIPOTENTE

 

Analizzerò i due termini distintamente: a) DIO E’ PADRE

 

E’ significativo che nella Scrittura il termine “Padre” attribuito a Dio ricorra ben 270 volte.

 

“In effetti – dice Papa Francesco – Dio ci tratta da figli, ci comprende, ci perdona, ci abbraccia, ci ama anche quando sbagliamo……Tuttavia questa relazione filiale con Dio non è come un tesoro che conserviamo in un angolo della nostra vita, ma deve crescere, deve essere alimentata ogni giorno con l’ascolto della Parola di Dio, la preghiera, la partecipazione ai Sacramenti, specialmente della Riconciliazione e dell’Eucarestia, e la carità.

 

Può apparire paradossale, ma “la paternità di Dio è più reale della paternità umana, perché ultimamente il nostro essere lo abbiamo da Lui; perché Egli ci ha pensati e voluti fin dall’eternità; perché è Lui che ci dona l’autentica casa del Padre, quella eterna” (Papa Ratzinger, p.172 di Gesù di Nazaret, Rizzoli).

 

C’è quindi una sicurezza: nel turbinio degli eventi e degli interrogativi della storia l’uomo non è solitario e sperduto, perché Dio è presente e attento come un padre. Egli ama tutti e si china in particolare sui piccoli, i diseredati, gli emarginati, su quanti vivono senza speranza.

 

Charles de Foucault pregava così: “Padre mio…….Tu non sei un Dio lontano e straniero, ma un Padre….il tuo amore non si fonda sui nostri meriti, ma unicamente sulla tua bontà, mai stanca di ricominciare ad amare. Tu non ci ami perché siamo buoni o belli, ma ci rendi buoni e belli perchè ci ami!”

 

Non a caso la preghiera fondamentale del cristiano è il “Padre nostro”, cui ho dedicato la Newsletter n.20 del 6/6/2016

 

 

b) PADRE ONNIPOTENTE

 

Nel linguaggio comune “onnipotente” significa “che può tutto”, e nella nostra mentalità è collegato ad una idea di totalità, forza, potere, potenza fisica, militare, atomica, etc.

Ma questo termine non c’è nei testi originali della Scrittura. Nella Bibbia ebraica i 60 passi tradotti in italiano con “Dio onnipotente” in realtà parlano di “El Shaddai”, intraducibile, che ha a che fare con la potenza e l’altezza: è la capacità benedicente di Dio, che incute timore; è il “Pantokrator” greco, che compare nel Nuovo Testamento solo in 2 Cor.6,8 e 9 volte nell’Apocalisse, cioè: è solo negli ultimi tempi che si manifesterà TUTTA LA POTENZA DI DIO.

 

Ma soprattutto dalla Scrittura emerge, in una enorme quantità di passi, che Dio fondamentalmente è AMORE. Non a caso nel Credo non diciamo Dio Onnipotente, bensì PADRE ONNIPOTENTE, e ovviamente, se uniamo quanto appena detto su Dio Padre alla parola “onnipotente”, ne risulta che il Dio cristiano è ONNIPOTENTE SI’. MA NON GENERICAMENTE: EGLI E’ ONNIPOTENTE NELL’AMORE.

 

Capisco che non è facile, ma dovremmo davvero liberarci una buona volta da un’idea di onnipotenza di Dio che non ha nulla a che vedere con il Dio rivelato da Gesù, ma appartiene piuttosto alle religioni primitive e alla filosofia; tanto per fare un esempio, il Dio in cui crediamo non è il “Motore immobile dell’universo” di Aristotele, o almeno non è solo quello!

 

Il CCC al n.272 dice: “La fede in Dio Padre onnipotente può essere messa alla prova dall’esperienza del male e della sofferenza. Talvolta Dio può sembrare assente e incapace di impedire il male.” Ma non è così. Il fatto è che i rapporti tra la potenza divina, detta amore, e la potenza del male sono asimmetrici, cioè non sono due forze uguali e contrarie.

 

Questo significa che non è possibile avere contemporaneamente e completamente la potenza, cioè un influsso plasmante e coercitivo sulla realtà (chi è potente ha certamente più chances di chi non lo è, ma a quale prezzo?) e l’amore, che è invece accoglienza disinteressata e incondizionata dell’altro, ed è rifiuto di violenza di qualsiasi tipo verso l’altro.

 

“E’ evidente che nella realtà quotidiana questo può comportare grossi problemi, perché chi agisce per amore vorrebbe avere successo, vorrebbe vincere il male, e per ottenere questi obiettivi, avrebbe bisogno di potenza.” (cfr. H. Haering, Il male nel mondo, Queriniana, p.256)

 

A volte si possono trovare compromessi ragionevoli ed equilibrati tra le parti in conflitto; ma nella maggior parte dei casi ci rendiamo conto con dolore che è possibile cancellare un’ingiustizia solo commettendone un’altra, che è possibile rimediare a una sofferenza solo provocandone altre.

 

E allora bisogna decidere se soccorrere gli oppressi, vittime di violenza, usando pure noi la violenza e dunque opprimendo a nostra volta, oppure vivere un amore “impotente”, che al momento subisce una sconfitta.

 

Gesù, di fronte alla condanna ingiusta e tremenda che l’ha colpito, non ha risposto facendo valere la potenza che pure aveva dimostrato di avere in tante occasioni (miracoli, guarigioni, azioni straordinarie), non fulmina i suoi persecutori, non scende dalla croce (come qualcuno lo invita con sarcasmo), ma subisce il male.

 

La sua forza non sta nel compiere un miracolo a suo favore, ma nel mantenere una incrollabile, salda, perfin paradossale FIDUCIA nel Padre (“Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”- Luca 23,46.)

 

Ora, guardando Gesù sulla croce, Dio sembra impotente, ma non è così, perché con il dono della sua vita Gesù ha salvato gli uomini e soprattutto perché la potenza d’amore di Dio lo ha riportato alla vita nella resurrezione (che vedremo spiegando l’art.5° del Credo).

 

Non dimentichiamo che essere cristiani è seguire e imitare Gesù e di ricordarci che per il cristiano il male si vince solo con il bene (vedi 2° articolo nel file 33-Aggiornamenti qui allegato e quello di don Patriciello in N.32 B C p.2, mandato l’8 gennaio scorso.)

 

Tanti obiettano: “Ma se Dio è Bene e Amore onnipotente, perché non interviene a impedire il male, specie quello più disumano, tragico e folle che purtroppo non manca nemmeno ai nostri giorni?

Dio non interviene perché è coerente con se stesso: ha creato l’uomo libero e rispetta sempre la sua libertà, anche quando purtroppo è usata male. Dio non è un burattinaio, né un tappabuchi, ma la vita non finisce qui e nell’aldilà ci apparirà un disegno completo e perfetto, un disegno di cui ora, come in una stoffa ricamata, vediamo solo il rovescio: un intrico confuso di fili.

 

Del resto l’esperienza storica “docet”; Gandhi e Martin Luther King non provocarono (almeno personalmente) alcuna vittima e raggiunsero i loro obiettivi (pagandoli se mai con la loro stessa vita!). Il terrorismo in Irlanda (IRA) è durato 30 anni e ha provocato 3.000 morti. Finalmente nel 1998 Blair e Bertie Ahern firmano l’accordo di pace del Venerdì Santo. La differenza tra le due situazioni è lapalissiana.

 

Per approfondire l’argomento “Dio è amore” suggerisco di riprendere l’enciclica di Benedetto XVI° “Deus caritas est”

 

 

III° - CREATORE DEL CIELO E DELLA TERRA

 

L’argomento è ben trattato dall’Arcivescovo emerito di Milano Card. Dionigi Tettamanzi, in “Questa è la nostra fede!”, Centro Ambrosiano, 2004, pagg.39 – 42 passim

 

“Questo stesso Dio, Padre onnipotente, è il “creatore del cielo e della terra”. Il Padre onnipotente è all’origine del dono più radicale e sorgivo, che è l’esistenza stessa dell’uomo e di tutte le cose…………Parlare di creazione significa affrontare il problema

delle origini del mondo e dell’uomo. In questo contesto non ha senso contrapporre creazione ed evoluzione, perché “non si tratta soltanto di sapere quando e come sia sorto materialmente il cosmo, né quando sia apparso l’uomo, quanto piuttosto di scoprire quale sia il senso di tale origine.” (Catech.Chiesa Cattol., n.282).

 

Come la spiegazione scientifica della nascita di un bambino non contraddice l’affermazione che egli è il frutto del libero dono d’amore dei suoi genitori, così è per la creazione del mondo e dell’uomo. Ogni seria spiegazione scientifica al riguardo non è mai in contrasto con il dato della fede, perché confessare che Dio è “creatore del cielo e della terra” significa affermare che l’origine del mondo e dell’uomo non è governata dal caso, da un destino cieco, da una necessità anonima, ma da un Essere trascendente, intelligente e buono, che è Dio………..L’esistenza del mondo è il frutto della libera decisione di Dio che, in forza del suo immenso amore, ha voluto “uscire da sé” e così ha fatto esistere tutte le creature , costituendole “buone”, perché partecipi del suo essere, della sua saggezza, della sua bontà…….La fede nel Creatore riguarda “il cielo e la terra”, cioè la totalità di ciò che esiste. “Cielo e terra” è un’espressione che significa “tutto ciò che esiste” e che indica l’intera creazione, perché “cielo e terra” costituiscono, per così dire, gli estremi in cui è contenuto tutto il mondo della nostra esperienza…..

 

Ma “cielo e terra” dicono anche i due poli dell’esperienza umana. La “terra” indica la parte caduca, transitoria e mortale della realtà. Il “cielo” si identifica con la parte elevata, immutabile e ordinata della medesima realtà. Quando l’uomo antico guardava il cielo, vedeva il movimento regolare e solenne degli astri e rimaneva impressionato a causa dell’armonia e dell’ordine del “mondo superiore” e spesso era portato a divinizzarlo. Ora, professare nella fede che Dio è “il creatore del cielo e della terra” significa affermare che non è così: il ”cielo”, con tutto ciò a cui esso rimanda, non è Dio e non costituisce un mondo divino. Anch’esso è “creatura”, ossia una realtà che deve a Dio la sua esistenza.”

 

Persino Voltaire, che spregiava il cattolicesimo come covo di intolleranza, disprezzava ancora di più gli atei e diceva la celebre frase: “Non è logico servirsi di un orologio e negare l’orologiaio”.

 

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L’ANGOLO DEI PICCOLI

Dal libro di Don Pino Pellegrino, Mamma e Papà – Regalatemi Dio, Astegiano Ed. scrive:

“Ci sono tre vie per parlare di Dio ai bambini: la via dei racconti, quella dei paragoni e quella della nostra vita.” Cito un esempio della seconda via:

“Se il bambino chiede: Chi è Dio?, si può rispondere:

Altri libri:

Anna Peiretti – B. Ferrero, Il Credo raccontato ai bambini, LDC

Massimo Diana, Dio e il bambino (psicologia ed educazione religiosa) LDC

Il Padre Nostro spiegato da Enzo Bianchi (ai bambini), ed. San Paolo

B. Ferrero, Il male e la sofferenza raccontati ai bambini. Perché?, LDC