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RIFLESSIONI ATTUALI: LA PRIMA COMUNIONE

NEWSLETTER “ALLA RICERCA DELLA VERITA’ “ N.18 del 1-5-16

di Ileana Mortari

IL MESE DELLE PRIME COMUNIONI

Aprile e soprattutto maggio sono da tempi immemorabili i mesi in cui si celebrano le Prime Comunioni (e talvolta le Cresime). A quante di esse ho partecipato, in passato e di recente!
Un momento così importante per la vita spirituale di bambini e bambine dovrebbe svolgersi nel più assoluto silenzio, nell’attenzione generale alle parole della liturgia, nella concentrazione più  alta possibile non solo dei piccoli che per la prima volta ricevono l’Eucarestia, ma anche dei grandi (genitori, parenti, amici, conoscenti, etc.) che potrebbero approfittare dell’occasione per qualche proficua riflessione sulla propria vita spirituale.
Devo dire che

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RIFLESSIONI ATTUALI - LA FINESTRA DI OVERTON

“Joseph P. Overton (1960-2003) ha elaborato un modello di rappresentazione delle possibilità di cambiamenti nell'opinione pubblica, descrivendo come delle idee, total­mente respinte al loro apparire, possano essere poi accettate pienamente dalla socie­tà, per diventare infine legge. La cosa più inquietante è che queste idee nascono spesso da un piccolo gruppo e a vantaggio solo di pochi, con danni per tutti gli altri"

Spesso, riflettendo sui mutamenti culturali in atto e sulla accettazione di modi e costumi che fino a qualche anno fa sembravano impensabili e improponibili, capita di interrogarsi su che cosa abbia reso possibile questa mutazione. Certo, anche in altri tempi le parole hanno cambiato significato e valore. Pensiamo alla «rivoluzione», passata da termine astronomico a descrizione di trasformazione sociale, prima osteggiata e poi quasi considerata una giusta modalità per ottenere cambiamenti altrimenti impossibili. Ma c’è voluto del tempo e sono dovute accadere trasformazioni reali, misurabili, non sempre inevitabili.
Ma oggi? Sembra che le parole, i concetti, le valutazioni siano – usando il gergo attuale – liquidi, mutevoli senza apparente causa scatenante. Così il «genere», diventato improvvisamente «gender» ha assunto una valenza e una diffusione impensabili tempo (breve) fa. E la sessualità, diventata improvvisamente «eterosessualità» e «omosessualità», con un connotato di indifferenza rispetto al valore. Anzi, senza che se ne possa discutere il valore: tutto sullo stesso piano.
Che cosa ha reso possibile questo cambiamento? Ascoltando la prolusione del Card. Bagnasco, qualche giorno fa, ce ne è stata offerta la chiave.
Così il Presidente dei Vescovi italiani si è espresso: «Le parole più sacre della vita e della storia umana – come persona e libertà, amore e famiglia, vita e morte, sessualità e generazione – sono sottoposte da decenni a forti pressioni culturali. Così che ciò che fino a ieri era impensabile oggi diventa plausibile e addirittura oggetto di legislazione. In diversi Paesi europei, perfino certe aberrazioni come la pedofilia, l’incesto, l’infanticidio, il suicidio assistito sono motivo di discussioni e di interrogativi non astratti.
È risaputo che tutto ciò non è casuale: attraverso alcune tecniche di persuasione delle masse – la più nota è la cosiddetta “finestra di Overton”, una finestra mentale che si allarga sempre di più attraverso sei fasi precise – si riesce a far accettare l’introduzione e la successiva legalizzazione di qualsiasi idea o fatto sociale, fosse anche la pratica che, al momento, l’opinione pubblica ritiene maggiormente inaccettabile. Uno di questi passaggi è quello che potremmo chiamare la “cultura degli eufemismi”: consiste nel chiamare le cose peggiori con nomi meno brutali e respingenti per la sensibilità generale.»

Ed ecco allora che ci interroghiamo su questo strano processo, questa strana «finestra» che fa entrare nel nostro mondo un apparente inarrestabile moto di trasformazione, a cui sembra impossibile porre argine e freno, a meno di passare per violenti retrogradi e oscurantisti, incapaci di essere presenti in un mondo in rapida e positiva trasformazione. Al più tollerati, nella speranza che prima o poi si abbia a scomparire.
Personalmente non credo alla irreversibilità e inevitabilità del processo, ad una condizione, però: che si abbia coscienza di ciò di cui si è portatori e si viva una serie di relazioni forti, positive e costruttive in grado di generare un modo di guardare la realtà che ne salvi i fattori costitutivi, senza complessi di inferiorità, credendo nella forza delle ragioni e rifiutando le cosiddette ragioni della forza. In termini cristiani si potrebbe dire quello che chiedeva Giovanni Paolo II: una fede che diventi cultura.
Sbirciando su Internet ho trovato queste note che mi sembrano chiarire il senso di quello che sta accadendo. Ve le riporto come spunto di riflessione e di confronto: «Sulla base della finestra di Overton, si possono costruire (e sono state probabilmente costruite) campagne a favore di alcune idee non ancora accettate dalla società.
Le idee passano dalle seguenti fasi;
1 impensabili (inaccettabile, vietato);
2 radicali (vietato ma con eccezioni);
3 accettabili;
4 sensate (razionalmente difendibili);
5 diffuse (socialmente accettabili);
6 legalizzate (introdotte a pieno titolo)
Il concetto di base è capire in quale finestra si trovi attualmente un’idea (ad esempio, la legalizzazione delle droghe leggere) e farla progressivamente slittare verso quella successiva, in una serie di passi…»
«La tecnologia di manipolazione della coscienza della società per una graduale accettazione da essa delle idee considerate in precedenza aliene, ad esempio la revoca di un tabù, si basa sull’utilizzo di The Overton Window. La sostanza di questa tecnologia consiste nella divisione di un desiderato spostamento delle opinioni in alcuni step, ciascuno dei quali sposta l’accettazione delle idee di una fase, e una norma universalmente accettabile verso il suo margine. Ciò causa il successivo spostamento della “finestra” cosicché la posizione raggiunta si trova di nuovo al centro, il che dà una possibilità di compiere un ulteriore passo verso la fase successiva.
I think tank producono e diffondono le opinioni oltre The Overton Window allo scopo di rendere la società più ricettiva a diverse idee. Quando un simile centro vuole introdurre un’idea che la società ritiene inaccettabile usa gradualmente il modello della “finestra”…»
«Un’enorme quantità di specialisti per la manipolazione dell’opinione pubblica assicura il funzionamento dell’Overton Window: esperti in tecnologie politiche, scienziati, giornalisti, esperti in relazioni pubbliche, personalità, insegnanti. E’ curioso che i temi come matrimoni tra le persone dello stesso sesso oppure eutanasia non ci sembrano più strani. Hanno semplicemente percorso l’intero processo “tecnologico” di trasformazione da “inaccettabili” fino alla “legalizzazione”…»

(http://www.culturacattolica.it/?id=537&id_n=37914)

RIFLESSIONI ATTUALI - SEXITING

Sexting,

un fenomeno triste attraverso il quale bambini e adolescenti si inviano foto di se stessi che riproducono sé in attività sessuali o i loro organi genitali

 

Un adolescente su quattro in Italia l’ha fatto. Più le ragazze, disponibili a offrire parti del loro corpo ai loro coetanei. Più i ragazzi, quando si tratta di umiliare o aggredire le ragazze con video osé. E noi genitori ignari o finti tonti. Cari “colleghi” genitori, i nostri figli hanno subito una ipersessualizzazione di cui noi ignoriamo le conseguenze. Troppe immagini sessuali e troppo presto (sono bimbi!) affollano la tv, internet e i videogiochi. In un libro (perdonate l’auto pubblicità), intitolato “EROSi dai media” e pubblicato dalla San Paolo, insieme ad altri colleghi psichiatri, ho denunciato il fenomeno come fonte di disturbi: la precoce ed eccessiva sessualizzazione dell’infanzia è correlata ad un grave incremento del disagio psichico. Col termine ipersessualizzazione della società si allude al fatto che le proposte e i messaggi relativi alla sessualità che attraversano i media sono troppi: troppo svincolati dal rapporto d’amore, troppo rappresentativi della felicità e del rapporto di coppia a discapito degli altri aspetti dell’intimità personale, troppo inappropriati per il pubblico dei media-dipendenti, e in particolare dei più vulnerabili. Raggiungono troppo presto un pubblico di minori così da violare il loro diritto a una formazione sana ed equilibrata.

 

Certo, la tv, che noi genitori concediamo solitaria nelle stanze dei nostri figli (io l’ho vietato a tutti e 5 i figli, grandi e piccoli: un solo televisore per tutti e litigate in santa pace), anche nei programmi sui canali per bimbi e adolescenti, propone una quantità spropositata di immagini, riferimenti e contenuti sessuali (se volete cifre, dati e canali colpevoli, leggete il libro, ma già posso dire che i canali Disney non sono affatto innocenti e che MTV sarebbe da chiudere senza pietà). Ma come genitori siamo letteralmente sdraiati dai colpi inferti dalla Rete. Un dato su tutti: l’accesso alla pornografia si precocizza in modo irrefrenabile (11 anni) e pervasivo (tre quarti degli adolescenti ammettono di aver frequentato siti, chat e social su temi sessuali e con modalità che i genitori disapproverebbero e oltre la metà cancella accuratamente la cronologia). Questi che cito sono alcuni dei dati che abbiamo rilevato da una ricerca condotta dall’ITCI sulla dieta mediatica dei bambini e degli adolescenti in Italia (www.itci.it). I ragazzi si trovano così esposti ad una costante e pervasiva opera di influenza sul loro sviluppo che non viene dal cuore benevolo di un genitore, non dalle intenzioni educative di un progetto scolastico, ma da esigenze di tipo commerciale e consumistico.
Si tratta di una costante esposizione ad immagini, che, non dimentichiamolo, nella stragrande maggioranza dei casi hanno alle spalle creativi, grafici, esperti di marketing, pubblicitari, azionisti che non mettono le loro capacità al servizio del sano ed ordinato sviluppo del fruitore del media. Piuttosto al servizio di interessi commerciali, e questo lascia il segno. Ad esempio, innumerevoli sono le pubblicità dove si dà rilevanza al corpo femminile e maschile, anche di bambine, spesso erotizzando e sessualizzando notevolmente per dare maggiore impatto emotivo al messaggio. Eppure è dimostrato che proprio le pubblicità televisive hanno il potere di incidere sul livello di soddisfazione personale che una persona nutre per il proprio corpo. E questo vale sia per i maschi che per le femmine.

 

Provate ad accendere la televisione e a sintonizzarvi su qualche canale che trasmette musica e video musicali. Oppure connettetevi su Internet e cercate su YouTube qualche video. La musica di maggiore successo, mainstream, in modo particolare la musica rap ed hip-hop, presenta spesso il sesso e la sessualità come qualcosa che le ragazze offrono ai ragazzi, per il piacere dei ragazzi e in modo subordinato rispetto ai ragazzi. Negli anni Ottanta più del 50% dei video musicali conteneva scene a sfondo sessuale, per passare al 90% negli anni Novanta, ed è stato studiato come i video musicali hanno un’influenza significativa sull’immagine stereotipata negativa e maschilista di femmina e di maschio. Oppure se avete un account Facebook, provate a connettervi e a cercare la pagina Roba da Maschi, pagina molto popolare con più di centocinquatamila fan. La pagina è sostanzialmente centrata sul sesso, vengono pubblicati in continuazione post nei quali si esaltano i rapporti sessuali occasionali, viene data molta rilevanza al sesso orale, si svilisce il romanticismo e si ostenta un machismo volgare e decisamente maschilista.

 

Consideriamo anche i videogiochi, con i quali i ragazzi dai 2 ai 17 anni passano mediamente diverse ore al giorno. Nonostante in quest’ambito si stia sviluppando una competenza tecnica ed un’attenzione anche ad elementi narrativi, tali da rendere il gaming quasi una forma d’arte, ciononostante anche i videogiochi a volte arrivano a contenere elementi di violenza e sessualità esplicita e gli studi mostrano come l’esposizione a giochi di quel tipo stimoli l’oggettificazione femminile, idee a favore di comportamenti inappropriati rivolti alle donne e una concezione del genere maschile come dominante, potente ed aggressivo. Ma dei videogiochi ne parleremo in futuro.

 

Se l’ipersessualizzazione dell’infanzia e dell’adolescenza è tale, non ci possiamo stupire che imperversi il sexting. Resta la domanda: che fare? Certo non possiamo far vivere i nostri figli in una campana di vetro. Dunque coraggio: parliamone. Parliamone con i figli sin da piccoli. Parliamo noi di corpo, di sesso, di amore, di relazione. I nostri figli a 7 anni già sanno molto, ma molto di più di quello che noi immaginiamo. E vietiamo qualcosa: almeno fino agli 11-12 anni poniamo regole anche “odiose” e adoperiamoci perché vengano rispettate. Ogni genitore insomma costruisca di più la dieta mediatica dei figli. Non fidiamoci troppo presto della loro capacità di autoregolamentazione. Parliamone, ma con fermezza. Vietiamo la pornografia. Apertamente. È un divieto che va esplicitato, spiegato, ragionato. Vietiamo MTV, canale televisivo diseducativo su tutti i fronti. Vietiamo alcuni cartoni: i Griffin per esempio. Certo i nostri figli non vedranno l’ora di violare le regole. Ma tutto deve essere esplicitato, dialogato, detto. Possiamo essere genitori coraggiosi, aperti e fermi: i nostri figli apprezzeranno l’interesse che abbiamo per loro e per la loro vita.

Tonino Cantelmi

(http://www.puntofamiglia.net/puntofamiglia/2015/10/02/sexting-un-fenomeno-triste-e-perverso/)

 

RIFLESSIONI ATTUALI - MEDITAZIONI NATALIZIE LEGGENDO I VANGELI

Nel presepio vedo ogni uomo che va alla ricerca di Dio.

I pastori: non si pongono problemi : se da una parte viene una luce la seguono  con semplicità di cuore :quante persone del nostro passato hanno vissuto una fede così che ha permesso loro di  affrontare una vita di povertà , di fatiche ringraziando Dio per quel pane ogni giorno mettevano in tavola. Preghi col cuore o solo con le labbra ? Dio lo conosci solo con la mente o  lo ami col tuo cuore, con la tua anima, con tutte le tue forze?

I sacerdoti i maestri di Israele cercano Dio consultando le sacre scritture : il Messia passa vicino e non lo incontrano. I sacri testi ci possono aiutare a mettere in discussione le nostre idee le nostre pretese e accettare che Dio ha modi infiniti per rivelarsi. I miei pensieri non sono i vostri pensieri ,le mie vie non sono le vostre vie. Questo in parte mi consola per tutti miei fratelli e sorelle battezzati che non partecipano alla comune eucarestia. Ti è servito l’ascolto della parola di Dio per vivere la tua fede ?

I Magi

Questi alla ricerca ci vanno interpretando i segni che la natura offre, servendosi della conoscenza scientifica , lasciando il cuore aperto all’incontro .Non peccano di superbia ma anzi facendo buon uso della propria intelligenza si lasciano guidare dallo Spirito e si incontrano con la misericordia di Dio che si china sulla umanità per perdonare, per amare, dare speranza .

Tutta la scienza dell’uomo di oggi può aiutare la ricerca di Dio o può diventare “diabolica” e allontanare da Dio dicendo: questo è solo una questione superflua .

Finora ti sei messo coi Magi ?

Erode

Nostro fratello Erode : è difficile chiamarlo fratello: assetato di potere, superbo, politico falso. I sette vizi capitali si sono espressi in modo completo in lui. Ma io sono poi molto diverso ? quando lascio via libera alla superbia , quando chiudo il cuore ai bisogni dei fratelli, quando sono un po’ diffidente verso chi ha una pelle diversa, verso chi è finito dentro alla droga.

Cristo diventa solo un ingombro da eliminare oppure accontentarlo con qualche cerimonia. Basta che non mi infastidisca più di quel tanto in modo da continuare quello che facevo prima .

Se mi incontro davvero con Lui non sono più quello di prima

Lo guardo negli occhi, vedo che ha avuto paura della guerra, delle bombe. Se guardo il pancino rigonfio, vedo la sua fame. Se guardo il suo pallore, vedo che ha camminato tanto su una strada sbagliata. Poso la mia mano su di lui, sento che è una persona come me, non posso abbandonarlo: quello che avrete fatto al più piccolo dei miei fratelli lo avete fatto a me ...

Leggere gli inizi dei vangeli. Marco ha inventato il genere letterario dei vangeli(dalla predicazione di Giovanni alla croce e risurrezione). Luca e Matteo premettono un protovangelo.

La famiglia di Nazareth e la nostra

L’altra dimensione della persona (oltre interiorità ) è essere in relazione. Il Padre manda il figlio e insieme danno il dono dello spirito Santo. Dio stesso è una relazione di carità di amore.

Il dono della carità(il vero amore)è realizzato in primo luogo dalla famiglia, laboratorio della carità che dovrebbe essere presente anche in tutti membri della comunità cristiana.

Amore come dono, amore che crea, amore che apre alla speranza, amore che compie la giustizia.

La sacramentalità della famiglia di Nazareth è nel rivelare Dio come relazione: Dio che si dona con carità assoluta. Dalla trinità alla famiglia di Nazareth dove l’amore è vissuto nella più totale purezza.

La purezza dell’amore fa realizzare le persone.

Alcuni cristiani non accettano la verità trasmessa della verginità per paura che sia svalutata la sessualità. È invece l’esaltazione della sessualità più completa. Non c’è neppure bisogno della genitalità per esprimersi. La femminilità di Maria è pienamente vissuta. La paternità di Giuseppe. L’essere figlio di Gesù. Ognuno ha il suo compito la sua responsabilità. Che famiglia sarebbe se ognuno dei membri non potesse realizzare a pieno la sua personalità che è unica e irripetibile ?

Un vivere con saggezza (antica ma sempre attuale )

Le virtù familiari. Giuseppe uomo giusto ma energico che sa prendere le decisioni: affronta le situazioni più difficili. Maria, lo spirito di dedizione e di servizio. La pietas di Gesù verso i genitori.

Saggezza è anche consapevolezza dei propri torti.

Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attendere un altro ?

E’ facile costruirsi un mito, in certo senso ne abbiamo bisogno. Una donna fa un mito del proprio bimbo fin dall’inizio e ne esalta le imprese. Quant’è bello, com’è furbo ... e poi una volta inserito nella scuola vedi che ha dei problemi e difficilmente un genitore riesce ad accettarlo per quello che è. Nel fidanzamento la persona di cui si è innamorati diventa facilmente un mito per cui si arriva al matrimonio sposando un mito non una persona reale. Poi la vita del matrimonio nella sua quotidianità si incarica subito di far crollare quel mito che ti eri ingenuamente costruito.

A Giovanni sarebbe piaciuto un messia col ventilabro, un giudice inesorabile , che mettesse da una parte i cattivi e dall’altra i buoni. Il messia, Gesù è diverso: sta coi buoni e coi peccatori. Gesù è l'opposto del sogno. Chi ama deve veder chiaro in se stesso e negli altri.

Bisogna saper leggere i segni, le orme di Dio. Gesù lo indica a Giovanni in modo discreto: constata ciò che avviene attorno a me i ciechi vedono... leggi i profeti.

Saper vedere Dio nelle piccole tracce della vita (in sé, negli altri …). Seguire le tracce di Dio: Dio non poi lontano(il regno di Dio è in mezzo a voi) e il tesoro è molto vicino a te.

Chi siete andati a vedere ? Una canna ?

Le persone canne non piacciono a Gesù. Canna, chi va dietro una moda, al primo personaggio, si vergogna del nome cristiano, da affidabilità a chi ha dei soldi. Adula il potente di turno. A Gesù piace la fermezza, la decisione.

Giovanni è grande ma chi vive con responsabilità la propria vita cristiana, con fedeltà , con coerenza ... nel Regno di Dio è più grande di Giovanni.

La donna spesso ha visto nell’uomo che sta per sposare una sicurezza, un rifugio: grande diventa la delusione quando in realtà non è così: all’esistenza umana appartengono drammi e conflitti profondi anche se le persone li in modo diverso. Anche Giuseppe vive un dramma interiore profondo .

Si può perdonare anche l’infedeltà ?

Il dramma di una donna che sta per dir sì ad una nuova vita. L’uomo è in fondo soddisfatto ...per la sua conquista .. e poi ?

Per la donna dare la vita o no? mettersi al servizio di Dio o no? considerare quel figlio un dono o no? Ogni figlio è un dono ma anche una serie infinita di preoccupazioni, sacrifici. Ogni momento della vita di un figlio è frutto delle attese, speranze, sacrifici di una madre ...

Maria per parte sua aveva detto di sì, si era fatta serva vincendo paure ...

Giuseppe, uomo giusto. Le leggi del suo tempo, il rispetto per quella donna, gli basta quel segno, un sogno. Vede la sua missione: il figlio dono, promessa, salvezza. Si sposa solo per amore, come Osea che sposa la prostituta Gomer figlia di Diblaim. Amando si genera amore

Una coppia unita nell’amore ma la risposta che danno a Dio è solo personale.

Giuseppe accetta di essere il vero padre: gli darai il nome. Assume pienamente la paternità simbolica. legale: sarà il punto di riferimento del figlio. Lo aiuterà a camminare con le sue gambe,a capire di essere figlio di Dio. La dignità della persona sta in questo divino che è dentro di noi: saperlo vuol dire salvarsi. Prima bisogna comprendere.

Siete nati insieme e insieme sarete in eterno, sarete insieme anche quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni, sarete insieme anche nella silenziosa memoria di Dio. Ma lasciate che vi sia spazio nel vostro essere insieme e lasciate che i venti del paradiso danzino tra voi: Amatevi l’un l’altro ma non fate dell’amore una catena . Cantate, ballate insieme gioiosi ma lasciate anche che ognuno sia solo. Datevi i vostri cuori ma non per possederli perché solo la mano di Dio può contenere i vostri cuori. State in piedi insieme, ma non troppo vicini perché le colonne del tempio stanno separate e la quercia e il cipresso non crescono l’una nell’ombra dell’altra”(Gibran).

Mt 3, 13 - 17

C’è un cammino da percorrere: bisogna partire dalla famiglia, dagli affetti, dalle proprie sicurezze. E’ il distacco per un cammino di purificazione, per seguire la propria vocazione, verso l’essenzialità(povertà), per conoscere la propria missione.

Cammino da percorrere con umiltà. Siamo tutti peccatori. Apparteniamo ad un popolo di peccatori.

Teresa di Lisieux: mi sono seduta alla tavola dei peccatori. Bisogna continuamente re-imparare a vivere. “La storia non è maestra di nulla “ (Montale). Bisogna ammettere gli sbagli che fai che, in ogni caso, ti appartengono sempre.

Successi e insuccessi : né gli uni né gli altri appartengono alla sola nostra volontà.

Adempiere ogni giustizia : è la giustizia di Dio, è la volontà di Dio. Con la sua stessa forza (lo Spirito )

“ ACTIONES NOSTRAS APIRANDO PREVENI ,

ET ADIUVANDO PROSEQUERE ,

UT CUNCTA NOSTRA ORATIO ET OPERATIO

PER TE SEMPER INCIPIAT ET

PER TE COEPTA FINIATUR”.

(ispira le nostre azioni, Signore, e accompagnale con il tuo aiuto: perché ogni nostra attività abbia da te il suo inizio e in te il suo compimento).

In noi Dio Padre si può compiacere perché vede realizzarsi in noi l’opera del Figlio. Viene costruito giorno dopo giorno l’uomo nuovo . Guardare al bambino del presepio è prendere coscienza del grande amore che il Padre ci ha mostrato: è apparsa la benignità del nostro grande Dio.

Dio ci fa dono della carità che è virtù soprannaturale: il vero amore verso Dio e verso il prossimo per amor di Dio. Questo dono è dato con il dono dello Spirito Santo. La prima carità di Stefano è quella di parlar della salvezza alle persone a che sono accanto a lui annuncia in Gesù il Messia e salvatore : è arrivato il tempo in cui il regno di Dio non va visto solo nel tempio di Gerusalemme, in Sion ma nell’interno dell’uomo di ogni persona umana che va accolta per questa sua dignità di uomo e di figlio di Dio.

Stefano non accettato prega per suoi persecutori : anche questa una vera carità. Ultima vera carità, come fa Gesù, è quella di perdonare a chi lo sta offendendo e anche togliendo la vita perché non sa quello che fa. Il perdono dato dimostra quanta sia vera la propria fede.

Un giorno di Natale è stato fucilato don Graziano prete a Orgosolo: caduto anche lui come i martiri di tutti tempi in quanto annunciatore del vangelo. Costituiva gruppi per aiutare le persone a prendere coscienza della propria dignità (la verità vi farà liberi) .

MT 17,1-8

In montagna c'era devozione a S. Barbara: gli uomini andavano a lavorare, per mandare i soldi a casa, per dare un avvenire alla propria famiglia .Vedevano avanti a sé una speranza di un futuro migliore. Nel secolo scorso, quante lotte per ottenere qualche brandello di giustizia: la maggior parte di quelle persone non hanno potuto godere dei benefici, hanno però lottato per la giustizia . Nessuno si sacrifica se non ha davanti agli occhi una luce dopo il tunnel: anche chi ha un terribile male lo cura per ottenere un risultato positivo.

Gesù ha messo i discepoli di fronte al dramma della sua morte violenta: gli apostoli sono rimasti confusi : non era quello il loro sogno. Gesù allora si trasfigura davanti a loro: la sua glorificazione. Così sarà per il cristiano dopo le lotte della vita se ascolterà il figlio che parla a nome del padre. La gloria umana nasce spesso dalla violenza, dal sopruso, non è mai vera gloria (Manzoni lascia il suo interrogativo a proposito della morte di Napoleone) .

Vita, impegno, passione morte e risurrezione. Vivere la speranza: seminare semi.

Pietro dice : è bello per noi stare qui cioè è bello andare pellegrini in un santuario, fare una bella Messa cantata e partecipata, ma vita da vivere è quella quotidiana: li la fede deve essere messa alla prova e deve diventare lievito per le scelte vitali. Gesù non accoglie il desiderio puerile di Pietro.

Ho letto il racconto di Tolstoi, del re e del suo falco che si sacrifica per non lasciare morire con quell’acqua avvelenata il suo padrone e il padrone lo uccide perché infastidito. Un vero amico si sacrifica per l'amico. Il figlio di Dio viene ucciso da quegli stessi che lui vuole salvare .

MT 28 , 1 - 10

Non temete: le grandi paure del mondo: esterne (malattie, perdere il lavoro, il terrorismo). Le paure interne riguardano il rapporto con se stessi e il proprio passato. Non temere, continua solo ad aver fede …

Messaggio consegnato alle donne : perché ? La prima donna aveva fallito, queste donne non possono fallire: dalla loro debolezza nascerà una umanità nuova .

At 2 , 14 . 22 - 32

Le ragioni del credere: il discorso apologetico di Pietro :

L’antico testamento , se ben interpretato parla del Messia, come è andato verificandosi in Gesù di Nazareth. Dio ha accreditato Gesù con segni e prodigi...Gesù è presente ancora nella sua comunità: avvengono ancora prodigi, la parola aggrega tante persone, nella comunità si vive un modo nuovo la vita sociale.

Nonostante le prove sulla ragionevolezza della fede,come dimostra anche l’atteggiamento dei capi ebrei, può continuare a persistere l'incredulità perché viene da una opzione preconcetta o da una scelta di vita.

LC 2, 1 - 14

La nostra storia di Natale : luci, il presepio(segno di divisione), albero... la tredicesima in fumo . E’ una storia che assomiglia molto ad una bella cornice .

Ma c’è un’altra storia del Natale che la troviamo nel testo sacro: è una storia che non è ricca per niente di poesia ma piuttosto striata di un dramma pesante . Maria accetta di essere una ragazza madre: pensiamo a quali conseguenze si esponeva in quel tipo di società.

Giuseppe accetta di essere padre di un bambino non suo: è la paternità vera, essere punto di riferimento di Gesù, aiutare quel bambino a camminare con le proprie gambe nella vita .Vive il dramma di un uomo toccato in quello che di più sacro intercorreva tra lui e Maria.

La difficoltà di un viaggio disagevole per rispondere alla volontà di un imperatore che voleva il censimento. Per loro non c’era posto nell’albergo. La nascita in una grotta naturale che era usata da stalla. I pastori che rappresentavano gente dannata. E poi gli innocenti uccisi. L’esilio.

Dove sta allora il senso del natale? Il figlio di Dio si fa uomo perché l’uomo capisca il suo essere figlio. La tenebra del mondo si oppone alla luce. Mondo è il mio mondo, il mondo del peccato che è in me e che mi impedisce di accettare il mio essere vero. Ho bisogno della luce che viene dall'alto per capire che sono figlio partecipe alla stessa natura divina. Capirlo mi aiuta a vivere la solidarietà con i fratelli, verso chi è solo, ammalato anziano, per dare la mia opera in forme di volontariato.

Vedo il Natale nella condivisione perché è la via seguita da Cristo nell’assumere su di sé la misera condizione dell’umanità. Gli uomini vanno incontro a Gesù per vivere la solidarietà: pace in terra agli uomini che egli ama, ma come lo capiranno se io come Gesù non condivido i miei beni?

Il modello di comunità Chiesa è quello della condivisione ...

LC 2, 16 - 21

Maria lettera di Dio. Non devozione ma imitazione. E’ figura della Chiesa . Piena di grazia. All'inizio c’è la grazia, non il comandamento, non i meriti. All’inizio c’è il dono. Che cosa è la grazia? E’ Dio in quanto si china verso l’uomo. Dio va verso l’uomo col perdono. Lui è l’angolo convesso e noi quello concavo. Grazia nel nostro linguaggio significa perdono, bellezza, attrazione. E’ il perdono di Dio a tutti “ non c’è più nessuna condanna di Dio”. Grazia = bellezza, qualità invisibile. Quella visibile non niente in confronto. Tota pulcra es Maria . Grazia è Dio, il Signore è con te. Il Signore è con Maria in modo ben diverso da come era con Abramo, con Mosè perché il Signore è dentro di lei, Maria ha “sedotto” Dio.
L’identità di Maria è essere piena di grazia (gioisci piena di grazia, "per grazia sono quello che sono”.

E’ il vertice dell’autodonarsi di Dio. Se Maria è la figura della Chiesa anche per la Chiesa all’inizio c’è grazia: per grazia siete stati salvati. Nella Bibbia Dio è detto pieno di grazia: grazia da dare, Maria grazia da ricevere. Così è per noi.

Nel profeta il popolo di Dio raffigurato in quella giovinetta amata da Dio (ti amai, ti lavai ,ti scelsi, ti unsi, ti misi gli ornamenti ,ti nutrii...). Va scoperto il tesoro nascosto in noi, è il motivo della nostra gioia, del coraggio ,va cambiata mentalità. La fede non è solo dare una risposta per l’aldilà: per lottare contro questa “illusione” sono nate delle ideologie come quella marxista. E’ già adesso la vita eterna, la speranza in noi. La fede è già esperienza anche se non definitiva della vita eterna in noi. Quanta è preziosa la tua grazia o Dio. La tua grazia riempie la terra .

Ci occorre oggi l’intero, non delle distinzioni frazionate. Dio e basta. La grazia sfocerà nella gloria.

LC 2, 15 - 20

Andiamo fino a Betlemme: diventare pellegrini dello spirito. Che significa andare a Betlemme ? Andare alla scoperta della mia vera identità che nella sua essenzialità è scoprire che sono figlio in cammino verso la casa del Padre da cui mi sono allontanato. E’ il vero peccato: l’andare via. Dire al Padre tu non mi servi più dunque per me tu sei morto.

Andare senza indugio: la ricerca di Dio non ammette ripensamenti, ne va di noi stessi, della nostra salvezza. La nostra dignità si mostra in questa ricerca

Se ne tornarono lodando. Siamo chiamati a vivere la testimonianza. La Chiesa ha bisogno di testimoni(non di persone scritti nel libro dei battezzati). E’ viva nella misura in cui ci sono dei testimoni: la riscoperta del sacramento della cresima.

Maria, la credente, serbava tutte queste cose meditandole. Ascolto della parola con una meditazione attenta. Necessità della meditazione(non di quintali di preghiere fatte solo con le labbra) per apprezzare il dono e trasmetterlo poi ai fratelli .

Gv 1, 1 - 18

LE TRACCE nel mondo, nella natura.

Alcune le vedi, altre no ma quando viene la neve ...Allora ti interroghi: chi è passato ?

Il mondo è pieno delle tracce di Dio. L’immenso universo...o forse stando alle ultime ipotesi scientifiche eterno( secondo categorie spaziali temporali non metafisiche). “Per mezzo di lui tutto è stato fatto”: è emerso dal nulla. Razionalità, ordine, quello che pensi corrisponde a ciò che è.

LE TRACCE NEL CUORE DELL’UOMO

Il bisogno di infinito, l’eterna insoddisfazione, il nostro cuore è inquieto se non trova te (Agostino).

L’eterna ricerca (il 4° magio) oppure il QUINTO EVANGELIO (Pomilio). Perché non sono sazio di nulla. Penso a un grande della finanza, Gardini (regate, vita principesca ,il suicidio, perché?).

E’ VENUTO NEL MONDO

Nel mondo dei peccatori. Non l’hanno accolto(per loro non c'era posto). Come può la tenebra accogliere la luce senza dileguarsi e diventare luce ?

Anch’io, che sono peccato, posso diventare luce. Un missionario vede un vecchio fedele sempre seduto in chiesa, passa ore lì: “Che fai tu ?” “Metto la mia anima al sole “

Perché il micio sta ore e ore accovacciato vicino alla stufa o sul termo ? Si carica di calore . Ne ha bisogno per affrontare le sue imprese. Se sto con Cristo mi carico di luce (preghiera,contemplazione , visita al Santissimo, lettura meditata dei vangeli, …).

“Perché tu che sei cieco usi una lanterna per andare a casa ?” “Perché siano gli altri a vedermi”. E’ la luce eterna che mi aiuta ad emergere continuamente in modo che possa essere veramente me stesso, se voglio emergere come persona ho bisogno di accoglierlo: da lui abbiamo ricevuto grazia su grazia. A chi l’ha accolto ha dato potere di diventare figlio di Dio

Gv 1. 29- 34

Ancora l’immagine di Giovanni il Battista: osservatela sul battistero: ha una croce con scritto : ECCE AGNUS DEI. Oggi fermiamoci su quell’ecco …Indice puntato su Gesù(il maestro, il catechista non attira a sé ma fa guardare all'unico salvatore … Agnello come l’agnello pasquale, come il capro espiatorio(che veniva mandato nel deserto per espiare), agnello mansuetudine, innocenza come la pecorella che viene sacrificata per l'ingordigia del e tolta al povero). Porta su di sé il peccato del mondo mio e vostro.

Senza di lui non c’è la salvezza.

Quale salvezza

Salvarsi da un grande pericolo. Quanti soldati italiani hanno portato a casa la pelle dalla ritirata in Russia: erano partiti mal vestiti, solo con la speranza di … L’uomo di oggi cerca la salvezza nei soldi, nell’economia. Nella psicanalisi per dipanare i grovigli interiori. Nella scienza(nell'ingegneria genetica per fare figli perché stato tempo di farli nella giovinezza vera...).

La scienza quando era partita (dopo la magia, l'alchimia del rinascimento) era nata con uno spirito veramente religioso. Dio ha dato delle leggi al mondo, all’uomo spetta scoprirle, conoscerle, per servirsene con la tecnica. Poi la scienza ha dimenticato il suo punto di partenza, ora Dio non c’entra più, nel mondo dell’uomo che lavora e produce Dio non può più entrare.

Così l’uomo ha sperimentato l’ambiguità del progresso del secolo che ci ha lasciato: genocidi o grandi stragi (armeni, ebrei, russi dissidenti, in Bosnia , in Africa, nelle foibe ... ),violenze.

Giovanni indica in Cristo la unica salvezza possibile perché oltre indicare la via dà anche la forza(il dono dello Spirito). Però Gesù è una persona esigente(purifica con il fuoco, è venuto a portare la divisione, esige la decisione, sei chiamato a fare una scelta). Ogni pagina del vangelo è un appello all'autenticità a emergere da una vita inautentica dove prevale il si impersonale (si dice, si pensa, si muore, fan tutti così). Invita a fidarsi e ad affidarsi, alla preghiera, a riscoprire la vita come vocazione, non frutto del caso.

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